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28 agosto 2007

[Dagli IUESSEI] Qui parlano una lingua diversa dalla mia

Qui parlano una lingua diversa dalla mia.
Pensa l'altro giorno, verso sera, ho chiesto info a un tizio: in inglese ho chiesto per "Mason street"
La mia pronuncia e' stata "Meson strit" (piu' o meno rende l'idea).
Ho dovuto ripeterglielo 7 (sette) volte!
Alla fine mi fa:"ahhh, Meison strit".
Tua sora, quella pupazza b##@@zz@!!
Sto frascicone era appena uscito di casa con il cane e fai conto che dopo l'info datami sto scemo ha girato nella Mason st.
Va beh, basta lamentarsi! Torno a lavoro e buona giornata.
MandiFran

22 dicembre 2006

[Dagli IUESSEI] Racconti americani-Greetings from Nuova Yorka

Intanto......
vi faccio tanti auguri di buone feste, buon Natale, Anno e buono tutto!
Da queste parti, "sull'altra sponda" cioe', sti'mmericans' si fermano solo il 25. Per fortuna per il primo dell'anno sono consapevoli che saranno fisicamente K.O. perche' altrimenti sti qua lavorerebbero di continuo: S.P.Q.A. Lavorano cosi' tanto....che...nonstante le stra-ripetute tre parole canoniche che riescono a dire (freaking, fucking and shit, scusate perl'Oxford) siamo (cioe' sono) gia' in ritardo di 7 mesi prima di iniziare e all'orizzonte si vedono nubi oscure perche' sono proprio imbranati! (come hanno fatto ad andare sulla luna lo sanno solo i registi di Los Angeles!!). Per ora non nevica ma dicono che Gennaio si scatenera' quindi dovro' bardarmi come si deve: intanto faro' le prove generali perchè tra non molto, cioè al 31, andrò a Time Square a vedere il countdown con la famosa sfera che scende: cercherò, in quell'occasione di farmi riconoscere con il classico "ciao mamma". Difficile, eh...ce provo!

Va bene. Allora vi saluto tutti quanti, statemi bene e.....Merry X-mas and Happy New Year.

Mandi
Fran

30 novembre 2006

[Dagli IUESSEI] Dopo poco piu' di una settimana dall'evento

Eccoci in quel della Nuova Yorka, dopo poco piu' di una settimana dall'evento, tutti belli contenti, maritati ma soprattutto ripresi dal jet leg.
Beh, sicuramente e' andato tutto alla perfezione. Conoscendo quel gran can di un Murphy mi aspettavo gia' un Giove pluvio a manetta, Eolo che sbuffava e qualcos'altro che sicuramente il Murphy poteva escogitare tipo microfono che non funziona o corrente a singhiozzo e auto degli sposi che non parte. Invece e' andato tutto alla grande e sono rimasto piacevolmente sorpreso di tutto cio' anche se temevo sempre la "sua" ombra dietro l'angolo. A un certo punto pero' ho capito che non mi avrebbe piu' dato fastidio, almeno per quel giorno per cui ho potuto concentrarmi sulla giornata che ormai andava verso una serata. E ho potuto gustarne l'intensita': cioe', mi correggo, non capivo piu' niente!
Devo ringraziare tutti quanti perche' siete stati magnifici dal Fasciottus al Caius ai Photographis per finire con i commensalibus (scusate il mio ital-latino maccheronico) e a tutti quelli che non sono potuti venire ma che si son fatti sentire: onestamente devo proprio dire che quando ho scelto gli amici sono stato proprio fortunato.
Quindi la serata e' proseguita con un gruppo ristretto di "resistenti" che non potevano certo scordarsi di fare gli scherzetti: cosi' io perche' sbaglio il polpaccio della moglie e lei che confonde il mio fondoschiena con quello di big Julianus si sono fatte le 23:00!! Ed era pure ora di partire per quel di Follina per la prima notte di nozze.
Il giorno dopo, i photographis sono ritornati alla carica e cosi' abbiamo fatto altre foto presso l'abbazia di Follina appena appena avvolta tra un misto sole e lieve nebbiolina "ti vedo non ti vedo" molto suggestiva.
Dopo aver salutato i familiari e volato per una decina di ore, ho preparato psicologicamente la Cri allo sbarco ma soprattutto ad affrontare gli "mmericans" della dogana: i soliti pistola alla mo' del giudice famoso di mia recente conoscenza. Quel becco!!
Alla fine siamo passati indenni anche a tutto cio' e siamo pronti per affrontare l'avventura americana.
Le porte di casa Fran e Cri in quel di Port Washington nell'isolotto del Long Island sono sempre aperte all'ospitalita'. Mi raccomando, vi aspettiamo.

Mandi
Fran&Cri

PS
Ho installato Skype sotto il nome: fran.e.cri E ho pure il mio personale che e': fran.scara Mi sono gia' armato di cuffiette e microfono. A breve mi procurero' anche la webcam.
Devo dire che e' una figata di progamma e chiamando da PC a PC non si spende una "lira" ovvero euro ma gia' che ci siamo anche dollaro.

19 ottobre 2006

[Dagli IUESSEI] La macchina della discordia


Come dicevano i nostri avi: “si stava bene quando si stava peggio”.
E mica avevano tutti i torti.
Da che sono nel Long Island, (perche’ tutti credono che io sia a NY ma in realtà il cantiere e’ in un paesello chiamato Roslyn. Pero’ fa piu’ figo dire NY, ndr) me ne stanno capitando di tutti i colori. Fan Cina!
A parte a tutta una serie di contrattempi ed inconvenienti vari per i quali quel maledetto Murphy ci mette sempre lo zampino malefico, dicevo l’ultima,….ma non fidandomi del “maledetto”….aggiungo…..in senso cronologico, ha dell’incredibile.
Stavo aspettando l’auto “ufficiale” della ditta (nel frattempo giravo con quella a noleggio).
Sennonche’ l’arabo,…….un mio “carissssimo” amico libanese….e mio ex capo a San Diego, la spedisce da casa sua (la usava lui) con 3 settimane di ritardo.
Quando arriva a destinazione? Ovviamente di domenica giusto per rovinare la giornata. In fretta e furia la vado a parcheggiare in strada.
Varda de chi e varda de la’…non ci sono cartelli. Bene. Affare fatto!
Scappo dal luogo del delitto e mi fiocino sulla mia Malibu’ (l’auto a noleggio temporanea) per tornarmene a casa. Con la coda dell’occhio intravedo una tipa uscire da una casa circostante e guardandomi con sospetto si prende pure un “che cacchio vuole sta vecchia!”.
Siccome e’ un “cesso” di macchina (e’ una Ford Focus berlina mille e 4 che in Italia non esiste perche’ non la comprerebbe nessuno. Diciamo….la paragonerei alla vecchia Zastava o meglio alla Fiat Duna, Fan Ciullo!) dicevo, mi metto alla ricerca di un mecca che la possa sistemare per bene (alla fine spendero’ 800 dollari).
Faccio un giro di telefonate per le varie autofficine ma riesco a trovare un buco solo al mercoledi’ (4 october).
Ok, va bene.
Cosi’ serenamente come il bravo bambino di scuola vado a lavoro, torno a casa, bla bla e bla bla, guardo di striscio la mia futura carioletta. Tutto a posto, c’e’!…che sfiga!!
Sennonche’ il 4 oct. vado a prenderla per portarla dal mecca e cosi’ restituire la Malibu’.
AffanCiainaaaaa!
Sul parabrezza c’era non una, non due e neppure tre, ma bensi’ 7 multe con tanto di richiesta di apparizione alla Corte di Roslyn di fronte al giudice Santi Lichieri di turno.
Sono spacciato! L’inglese lo parlicchio ma i termini tecnici e poi….ma perche’ dal giudice: non ho fatto male a nessuno.
Intanto le 7 multe segnano i loro bravi 210 dollarini e gia’ mi viene male.
Controllando bene mi accorgo di un fatto strano: il 2 ottobre i pulotti mi hanno messo 4 multe, dalle 5:25 del mattino alle 5:52 del mattino stesso; il 3 ott. la comparsa di fronte al giudice ed il 4 ott. altre due multe sempre alle 5:30-5:50 del mattino (generalmente arrivo in cantiere alle 7).
Chiedo a destra e a manca cosa devo fare e impanicato mi dirigo al tribunale. Li’ un’altra vecchia mi chiede gentilmente che volevo.
Le faccio vedere il malloppo di multe: “eh,…pero…sono tante!” mi dice.
(Mortacci sua, lo so!) “Si ma mi scusi non c’e’ nessun cartello che vieta il parcheggio”.
Lei non puo’ parcheggiare dalle 3 alle 6 del mattino in nessuna strada della cittadina anzi del “village of Roslyn”. Tutti lo sanno.
Listen, grandma, (senti nonna) mi son “foreing”, straniero. Sono appena arrivato dall’Italia: come zio Canterbury faccio a sapere che c’e’ questa regola se non c’e’ scritta da nessuna parte? (E come cercare di ottenere il lasciapassare A38 di Asterix).
I’m so sorry ma le regole sono regole, mi dice piu’ o meno.
Lei, mi fa, avrebbe l’udienza il 24 nov. Se vuole le combino l’udienza per il 10 ottobre.
E va beh, se devo finire dietro le sbarre mi sta bene anche anticipare cosi’ mangio a gratis.
Le faccio notare le 4 multe in un giorno: come e’ possibile?
E mi fa un “ooppss”!
A-haaa il freaking pulotto ha cannato!!
Il giorno prima mi ripasso la lezione: sono italiano,….non so l’inglese…lavoro per costruiVi un ponte…e sono gli italiani che nuovamente vi costruiscono l’america,….tengo famija…ecc.
Arriva il giorno fatidico.
Entra dentro il giudice, il controgiudice, il portaborse del giudice, lo stenografo (che figata, come nei film!!!) e ovviamente la vecchia.
Chiamano il mio nome e addirittura, (credo sia stata colpa della vecchia) mi chiamano Franklin e non Francesco.
Mi presento alla sbarra, e gagliardamente saluto er judge e gli dico: my first name is Francesco e sono italiano……..and you are a freaking american! (questo l’ho solo pensato).
Devo fare lo spelling allo stenografo e cavoli, nome piu’ cognome facciamo gia’ 19 lettere ed e’ pure un casino con le loro vocali maledette.
Cerco di spiegare al judge ma lui mi stroca subito dicendomi che qui non siamo in Italia per cui… Insomma non ho via di scampo. Parla tutto lui con tecnicismi del gergo forense…per cui… capirai!
Provo ad interromperlo perche’ non riuscivo a capire una frase e poi sto “mmerican” parla veloce!!
Mi fa seccamente: “se non capisce torni la prossima volta con un suo amico o con un traduttore”.
Si ma scusi “puo’ andare piu’ piano”, please (non mi andava di rivedere quel puerco ancora una volta).
Sbuffando mi ripete e intuisco che se mi reputo colpevole allora devo affermare “yes” e cosi’ accetto di pagare la multa. Se dico “no”…mi incasino la vita per sempre.
Per 4 volte ripeto che sono colpevole e “giurin giurello” non lo faro’ piu’.
Poi mi fa, le altre tre multe,…te le annullo.
Come e’ umano!
Paga subito o domani?
Domani.
L’indomani torno. Incontro la vecchia. Dico: pago il ticket.
Ah, great! Mi risponde.
Quindi sono $120 anziche’ $210 perche’, mi dice, c’era l’errore nella data di tre multe.
Allora avete cannato! Ma….ma……allora significa che non avete avuto neanche un po’ di compassione?
Un bel big Fan Ciaina imperiale della dinastia Ming ci sta a piene mani, mmericans che non siete altro.
Pago, mi volto e non saluto neanche la vecchia, la quale credo ci sia rimasta un po’ male ma mi aveva fatto girare le sfere.

18 settembre 2006

[Dagli IUESSEI] All'ombra della Nuova Yorka

Eccoci qui all'ombra della Nuova Yorka a vedere che ponte costruire sull'East Coast (Ist cost, mi raccomando non facciamo i soliti italiani, ne', che pronunciano est). Sono appena tornato a casa da lavoro. Ho cambiato hotel per la seconda volta nel giro di pochi giorni perche' qualcono si e' dimenticato di confermarmi la stanza (un bel Fan Cina ci sta pure a piene mani). Beh, che dire: meglio! Mi trovo in una reggia imperiale del 1870 (cosi' dicono). Davanti agli enormi finestroni della mia stanza (1.5 alt. x 6.0 larg.) si apre un prato inglese ed in lontananza una lussureggiante foresta di Sherwood. Sopra la mia stanza, solo il tetto. Ah, che pace! A San Diego c'era una "bastarda" (scusate l'Oxford) che camminava come un elefante obeso! Le ho mandato tanti di quegli anatemi che appunto ora ha le orecchie alla Dumbo.
Ovviamente, macchina a noleggio (nel primo hotel ero attaccato al cantiere (5 min a piedi) ora sono a 15 min auto): ok, noleggiamola. Mi capita una Malibu' Chevy (il solito 2.5 litres benza) e barcona a non finire. Chiedo gentilmente se ne hanno una, giusto un peletto, piu' piccola e mi sorridono pensando..ma sto "frascicone che vole?", aggiungendo pure un "aho, e' la piu' piccola che c'abbbbiamo". Va beh, prendo il barcone e mi dirigo mestamente verso l'hotel. Entro finalmente in stanza e mi sovvien un ricordo delle ultime ore spese a San Diego.
Allora che dire...prima di partire dal West coast sono riuscito pure -che q.lo direi- a vedermi il Grand Canyon.



E' proprio grande e mi e' proprio piaciuto. Sono andato con il mio collega che mi avrebbe sostituito di li' a poco in quel del san dieghese. Un tipino giovine anche se un po' selfishman anzi troppo per i miei gusti anche se e' molto gentile e cordiale (tra me e me lo chiamavo Iagus the furlan). Ad ogni modo si parte. Giro stimato....miiiii...iiii...sono piu' di 2500km da percorrere tra venerdi' 1 september sera e lunedi' 4 sept. pomeriggio (per inciso martedi' 5 partivo per fare il coast to coast....un qualcosa come 6 maledette ore, FanCiullo!). Il lunedi' 4 sept. e' il Labour Day (il nostro primo maggio): memore di cio' ho appunto posticipato (eh eh, bastard inside) il viaggio che sarebbe dovuto essere venerdi' 1 sept. Mi son detto: take your time Franny and fan cina everybody, tanto non muore nessuno. Cosi' con la macchina a noleggio del mio sostituto (chiaramente il doppio bastard inside carpiato sta nel fatto che l'auto era stata noleggiata dalla ditta per Iagus: non potevamo mica usare il famoso 5e4 benza (biposto anzi triposto) altrimenti saremmo arrivati a casa con le palle quadre e troppi dollari da sborsare per la benza). Macchina a noleggio: PT Cruiser. Una bella "toilette machine" (scusate se qualcuno di voi ce l'ha, ma "nun me piasce") che faceva i suoi 10-11 con un litro. Duemila di cilindrata e cavalli stimati..credo..un paio di ronzini messi in croce (almeno la bestia immonda di 5e4 faceva il suo dovere, questa invece era proprio un pacco in salita). Si parte. Iagus in ritardo. Iniziamo la faticosa scalata delle colline che portano a Las Vegas (ovviamente bisogna arrivare tardi perche' vogliamo vedere Vegas come mamma USA l'ha fatta). Infatti. Like a movie. Soldi a palate, vecchi "rinco" che si mangiano la pensione alle slot machine, roulette che sembra piu' russa che mai (tutti quei soldi buttati al vento). Girovaghiamo lievemente stremati per un paio d'ore finche' si fanno le 3 del mattino e bisogna partire per il Canyon: dobbiamo arrivare alle 7 per poterlo gustare bene! Detto fatto mi sparo tutta la "notte" sulle strade dell'Arizona perche' Iagus e' stanco (poverino). Alle 7:15 colazione: siamo in America, quindi colazione da mmericans con il bacon, anche per riprendersi dalla "tirata" in auto. Arriviamo sull'edge del Canyon, detto Rim.
Noi siamo al South, ma ci sarebbe pure il North. In mezzo ci passa LUI, the Colorado River, il fiume che da la vita a gran parte del South West America e che fornisce l'acqua a San Diego dopo uno sbarramento alla HooverDam (near Vegas) e un acquedotto che trasporta l'acqua per 6 ore fino ad arrivare a S.D.
Whoooa! Bellissimo, merita aver faticato tutta la notte. Pero' e' talmente bello che, come avrebbe detto un certo Andrea the Fascius,...eh eh...bisogna andare giu' al fiume. Ovvio, cacchio! Senno' potevi rimanere a casa tua. Giusto?
Iagus, storge il naso. Inizia a fare due conti...ma se noi partiamo...forse e' troppo tardi...poi, l'anticiclone delle Azzorre....(mi veniva in mente un bel "va a cagher" come nel film di Verdone) insomma vorrebbe fare poco piu' di 300m di dislivello e tornar su'. Ma scusa, my friend, tu che sei un furlan e montanaro vuoi non arrivare a sto cavolo der Colorado River? Tra una bestemmia e l'altra lo convinco (ore 9:30AM). Per il sentiero becchiamo una "rangeressa" e all'udire che volevamo andare fino al Colorado ci sconsiglia perche' il giro (rim-river and river-rim) consiste in 24km, 1500m dislivello e ci si impiegano 9 ore; inoltre alle 19 inizia a far buio. Allenamento? Nullo! Fan Cina non ce la faremo mai! Pero' "diavolescamente" continuo a sobillare il furlan il quale alla fine si fa impallinare. E vai, si va al fiume: morale della ciurma alto, tutta discesa, yahooo! Per il sentiero troviamo gente che arranca (in salita) stremata. Tra me e me penso: eh..eh, tirano troppo la corda e poi ci lasciano le penne (le ultime parole famose, ndr). Lungo il sentiero voliamo come lepri con le orecchie a conformazione aerodinamica. Ebbene in tre ore e mezzo siamo al fiume (contro le 4 e mezzo della rangeressa). Grandi!! Immergo i piedi nel Gange-Colorado come una sorta di purificazione mistica e monastica (nonche' di sollievo per i poveri alluci) e ci rilassiamo a contemplare le bellezze della natura "mmericana" per mezz'oretta. Ore 13:30: ok si riparte. La "rangeressa" (che non fa quel lavoro per caso) ci aveva sconsigliato di partire alle 9:30 perche' il sole sarebbe stato alto e cocente e avremmo dovuto prendere qualche pausetta ogni tanto e rifocillarci a dovere. Detto e fatto! Piomba del sole. Io sono ben attrezzato: bandana selvaggio + cappellino NY; il furlanat (8 anni in meno di me) invece meno e un po' "frolloconescamente" non ha neanche un cappellino. Cosi' si prende un'insolazione. E mi tocca pure aspettarlo. Fan Cina a sti giovani d'oggi. Ehh, la vecchia guardia!! Continuiamo a camminare ma la stanchezza inizia a farsi sentire pesantemente anche su di me, pero' tengo duro. Memento Audere Semper! Il compare fa una fatica bestia ma resiste perche' giovincello. Inizio ad avere sensi di colpa per aver insistito troppo perche' il tipo inizia a vedere i santi. Cerco di aiutarlo il piu' possibile ma non so cosa fare, piu' che incoraggiarlo e chiedergli di portare lo zainetto. Scorte alimentari finite, "gatorade" neanche una goccia.
Nelle ultime due ore raggiungiamo una comitiva di stremati vacanzieri. C'era un giovane cinesotto (con moglie appresso) che si era portato via la "casa": aveva lampada, tenda, paletta per le mosche, pinne, fiocina per arrivare solo a meta' percorso. Ho temuto che facesse un "harakiri" quando gli ho detto che eravamo arrivati al fiume in 3 ore e mezza mentre lui ne aveva impiegate 5 per arrivare a meta' tragitto d'andata! Sua moglie inizia a guardarci estasiati (you guys are so fast...you beautiful...I love Italy) e lancia occhiate pesanti al maritino. Lasciamo i "ciainis" con le sue imprecazioni in birmano e proseguiamo.
Andando troppo piano pero' mi si "ingarbugliano" le gambe (Andrea tu sai cosa intendo!). Cosi' per non finire "arrosto" anch'io, con un po' di "selfishman thought" lascio il furlan assieme al gruppone con la promessa pero' che quando fossi arrivato in cima sarei andato a prendere un "gatorade + some foods" e avrei portato la macchina vicino all'imbocco del sentiero (la macchina era effettivamente un po' lonatana dall'imbocco). Ore 19, the furlan sale in macchina stremato e non ha neppure la forza per insultarmi (ne aveva tutti i diritti). Pfiuu!! Ora lo porto in una steak-house e gli faccio ingallonare qualcosa per recuperare energie.
A sera dormiamo di sasso in un motel, neppure da quattro soldi.
Mattino: prendiamo la route 66, the legend.
Prossima tappa e' la foresta pietrificata. Entriamo ed il ranger ci dice di non far questo, neppure quello e quell'altro ancora, insomma non rubare niente! Da buoni italici non resistiamo e tra le tasche ci finiscono, come per magia, un po' di schegge di legno pietrificato. Da lontano intravvediamo un ranger: paura! Mo ci becca. Io faccio il ladro navigato di turno, gli faccio un good morning e con un bel "salve come sta il gatto" mi dileguo. Il furlan prende una "allungatoia" per schivarlo, cosi' lunga che intanto riesco a pranzare. Partiamo e arriviamo alla fine del lungo percorso in auto terminante ahime' con il posto di blocco di uscita del sito. E chi cavolo lo sapeva. Retromarcia e via dietro un cespuglio per nascondere la refurtiva in mezzo agli scarponi "anti-estraneo" (sono quelli che si sono fatti i famosi 24km!!!).
Prima del posto di blocco c'e' un visitor center e proiettano un interessante filamto sulle origini della foresta pietrificata ma che termina facendo vedere alcuni arresti di persone che avevano nascosto la refurtiva pietrificata: si maaaa, manette, mica una pacca sulla schiena e non farlo piu' per stavolta. Cavolo che si fa? Ci squillano i telefoni quasi in contemporanea e ognuno dialoga very tranki and relaxed finche' quasi inconsciamente entriamo in macchina e arriviamo al check point. Lo zio Tom di turno ci saluta e noi si passa quasi dicendo "non ci controlla.....booou". E cosi' si riparte per andare a vedere il secondo Canyon, il Canyon de Chelly. Mamma mia, e' forse ancora piu' bello e colorat del Grand Canyon: siamo pero' tardi, verso le 5:30PM. Non facciamo niente, purtroppo. Pero' proviamo lo stesso e imbocchiamo il "sentiero dell'antilope". Maa..chee..belloo! Ragazzi, e' fantastico, soprattutto con il "sunset" alle spalle e siamo per di piu' nella terra degli indiani Navajo e un'atmosfera di filosofica riflessione ci rapisce perche' rimaniamo talmente estasiati che non abbiamo parole.
Purtroppo il tempo incombe ma il pensiero di fare una camminata nelle valli dei Navajo con un guida indiana diventa un cruccio che pero' non possiamo realizzare.
E' domenica sera e bisogna pensare pure a tornare a casa. Armati di tanta "insana" pazienza riprendiamo l'auto e viaggiamo fino alle 2 di notte. Ci fermiamo in freeway e dormiamo in macchina. Al mattino un ebete suona il clacson del suo Tir come nel film Duel di Steven Spielberg: maro' che salto! Che paura! e quanti anatemi!
Maciniamo miglia a manetta toccando Phoenix prima e Yuma dopo, galoppando vicino ai cactus giganti, finche' ci viene un'altra insana idea..di passare per il deserto del San Diego County. Ci mancava solo la slitta di Terence Hill e i fagioli di Bud Spencer. Chiaramente come passi il deserto? Con il serbatoio benza a mezz'asta. Fan Cina quanto ciuccia il PT. Per fortuna andiamo piano ed arriviamo al distributore e..via di galloni.
Sono le 4:30 del lunedi' pomeriggio: missione compiuta. Ora posso andare sull Est coast.
Auto presa a noleggio: segnava 5000 miglia. Il "dealer" aveva stimato in 27 giorni di noleggio (per il furlan, per andare da casa al cantiere) circa 675 miglia. Martedi' 5 sept. mattina gliela riporto con su 9500 miglia. Delle 4500 miglia credo 250 sono quelle servite per andare da casa a cantiere. Il resto fu speso tra sequoie giganti, Canyon ed indiani.
Cosi' termina un'altra avventura playmobil, organizzata come ben si capisce con solo mappa alla mano (bon, cosa fasemo, perche' non andiamo qui, passando di li' e tagliando su per di qua') ma che mi ha permesso di vedere un po' di Old America. Proprio quello che mi mancava prima di prendere l'aereo per Nuova Yorka con i suoi grattacieli e statue della liberta'.

Mandi
Franny

10 agosto 2006

[Dagli IUESSEI] Addio Kawa


Purtroppo e per fortuna ho dovuto prendere una decisione seria: ho deciso di accettare di andare a lavorare a NewYork (un altro ponticello, sempre per la stessa ditta), ai primi di settembre. Sono stato promosso. Che bello!
Il brutto del purtroppo iniziale sta nel fatto che ho dovuto vendere, proprio oggi 10 ago, la mia beneamata Kawasaki 636. Dopo quasi 5 mesi di scorribande sul Canyon sandieghese (o come capperi si dice) e sverniciate ai vari “milloni” ho dovuto darle il bacio finale. A NY non si gira, ci vogliono due ore per uscire dalla citta’ e altre due ore prima di trovare una curva per fare una piega semi-seria. Mannaggia stavolta mi e’ andata male. Il feeling che avevo con “ella” era superlativo. Eppure era un “seicento”, ma fantastica era la sicurezza e la potenza di quella “bestiola” che modestamente non c’era storia: il Mount Laguna, il Mount Palomar e la Honey Springs Valley erano i miei cavalli di battaglia. Uno, effigiato essere “er figo der Palomar” ha preso una batosta tale che dopo quel giorno ha deciso di appendere definitivamente la moto “al chiodo”. Almeno due sono “volati” (chiappe all’aria, niente di drammatico) per starmi dietro. Insomma saponette livellate, Michelin superbe, Kawa da meraviglia, coraggio da lupi e via…a manetta ma senza strafare troppo perche’ tutto veniva fluido come l’olio. Ma si dai, il 10 Agosto 2006….ho preso la mia decisione. La portero’ sempre con me in my heart. Talmente formidabile che ho preso pure la decisione di vendere il mio Suzuki: non c’e’ proprio paragone. Siamo su un altro pianeta con il Kawa. Comperata da un portoricano-cubano che voleva $5900, sono riuscito a “salvarla dai nemici” per $5500 (a causa di una cricca (rottura) sulla carena). Non male ho pensato! Ci salgo sopra, la provo…..ma che cavolo di moto ho comperato! E’ un “cesso” andro’ a finire con “le gambe rotte”, mi chiedevo. Invece, ….invece dopo il primo giro, nonostante i Bridgestone vecchi di 2 anni con su ~7000km e pure sgonfie (anziche’ 36psi, avevo 22psi, perche’ non sapevo come controllare la pressione delle gomme. Un giorno dissi ar benzinaro: “scusi devo controllare la pressione delle gomme”. Mi dice che non capisce cosa vuol dire pressione delle gomme. Testa equina che non sei altro!! I need to check the tires pressure! Cacchio! Sei storto? Dopo l’intervento di un altro tizio, capisco che avrei dovuto dire “I need to check the air’. Siii cosa facciamo….controlliamo l’inquinamento atmosferico! Ma andate pure a Fare in Cina!!), dicevo, continuando il discorso, cambio opinione sul Kawa. Dopo questo primo giro conosco un paio di motari che mi chiedono subito il “cell phone number” perche’ me la cavavo bene. Good riding! good riding! mi dicevano. Eh eh aschpett un bo’ (alla napoletana). Ok ti chiamiamo per la settimana prossima, mi dicono. Da allora ogni fine settimana a traguardare le curve del Laguna e del Palomar. Oggi, 10 ago la porto dal dealer, il venditore. L’ho tirata a lustro come non mai, me la dovevo giocare: so che ho la famosa porzione di carena criccata (colpa del cubano); inoltre ho su circa 4300km in piu’ di quando l’ho comperata. -Mi fa: $4200. -Gli rispondo: non esiste! Me ne vado. -No aspetta: ti posso mettere su 800 dollari ma gia’ sto facendo una pazzia a darti tutti questi soldi. -Guarda…..piacere di averti conosciuto, ma ho un po’ di fretta: devo dare da mangiare al gatto! -Ma senti, mi fa: esiste il “blue book” (e che diavolo e’? E’ quel libro per mezzo del quale i tipi formulano i prezzi) che dice 4e2 per cui non posso….e non troverai prezzi differenti a meno che non provi a venderla direttamente ad un privato, ma ti serve un po’ di tempo e tu non ne hai! (a fine mese gli dissi che andavo a NY). E fai conto che uso il blue book, perche’ se usassi il green book (e mi fa vedere…agosto 2006) varrebbe addirittura 3e8! -Senti io voglio i 6 testoni, ribatto (…e questo e’ il Franky book! Fan Cina!). -No, guarda Francesco -mi chiama perfettamente- e’ troppo alto. La tua moto e’ bellissima, benche’ con quella cricca, ma non posso proprio. D’accordo, penso tra me e me, ma io non posso vendere la mia “super-bestiola” per meno di quella che ho pagato, ma soprattutto,..soprattutto, per rispetto, non esiste che venga denigrata in questo modo. So’ che li vale tutti e forse di piu’. Alla fine, dopo una consultazione con il suo compare mi spara un 5e7, poi tentenna 5e8 ma ritorna sui 5e7. -Senti, gli dico, facciamo la via di mezzo: 5e9. -Deal, affare fatto! -Pero’ adesso me la fai provare, prima di firmarti l’assegno. -Va bene, “nou proublema” (alla mezzo mmericans and mezzo mexican), provala pure…..e stupisciti,….“mmericans”. Parte, fa un monoruota in prima, seconda e terza. Torna indietro ripete il monoruota a 14000 giri. Entra nel parcheggio e mi dice: That’s soooo awesome! Amaaazing! -Lo so, cosa credi che non lo sappia, “mmericans”! -Non mi ricordavo fosse cosi’, mi risponde. -I told you! Pero’, mi fa, io devo essere assolutamente impazzito per darti 5e9,…non l’ho mai fatto in vita mia con le “seicento” e per di piu’ senza nessun optional. Alla fine conclude: va bene…..Valentino Rossi…..stavolta hai vinto tu. Mi fiocina l’assegno. Sorrido a 32 denti. Iniziamo a parlare rilassati dopo la trattativa. Alla fine si scopre che eravamo alla Cork Screw (la curva a cavatappi) a Laguna Seca il 23 luglio 2006. Ma tu guarda come e’ piccolo il mondo.

26 luglio 2006

[Dagli IUESSEI] Laguna Seca


Ebbene si, m’e’ capitato pure di andare a Laguna Seca, uno dei templi sacri del motociclismo. Tutto colpa di un tizio della Repubblica Dominicana, che tra me e me chiamo il jamaica, chissa’ perche’ poi, il quale dopo essere stato “sverniciato” a piu’ riprese sulle strade del Canyon di San Diego, mi ha chiesto se volevo andare a vedere la gara del MotoGp a Laguna Seca. All’inizio non ho dato tanto peso alla questione poi pensa e ripensa, anzi il contrario, mi son detto perche’ no. Aoo famo sta pazzia. Il tipo e’ un navy, cioe’ un “marine del mare”. Cosi’ venerdi sera 21 carichiamo, giusto per una sorta di “crazy” completezza dell’idea di andare a Laguna Seca, carichiamo appunto le nostre “bestiole” sul quella bestiaccia di un pick up (della mia ditta!! che non lo si sappia...) ciquemila e quattro benza. E che cavolo! Ok, orario di partenza fissato dal sottoscritto: Saturday 22, ore 4:17 AM (of course!). Il mio amico jamaica quella sera “si diverte come un puerco" e alla fine tra una scusa e uno sbadiglio si parte alle 6:03AM. Fan Cina anche a lui. Strada: semplice. Si prende la freeway no.5 e via alla volta di Monterey (475 miglia da SD, circa 800km). Passiamo Los Angeles: salita da paura per scollinare il passo che divide la contea di Los Angeles da quella di Kern. C'e' chi fonde e motori che fumano. Come dicevo, prendi la 5 e vai sparato a nord verso San Francisco. Dopo un’ora vediamo un cartello: freeway 99. Zio Canterbury, abbiamo sbagliato strada! Con la cartina geografica tentiamo di riprendere il cammino perduto. Per fortuna!...abbiamo sbagliato strada: ci addentriamo in una vallata fantastica: era proprio quello che mi mancava di vedere: “il paesaggio country”. Praterie con mucche al pascolo e mucche al galoppo, ranch, e tanto per gradire le famose pompe che estraggono il petrolio,…a centinaia. Indescrivibile. Whooa, me lo ricordero’ per tutta la vita. Alla fine arriviamo a Monterey. Li’ incotriamo l’amico del jamaica: un bestione alto 1.90, “negher” e navy pure lui. Tra l’altro si chiama Dante! Miiiiii. Ok, stanotte si dorme dentro la Post-Graduate Navy School: si ma io come faccio ad entrare? Ho fatto pure il servizio civile! No problem: il bestione va a parlare con quelli della reception: e’ bestione e pertanto copre tutto lo sportello, cosi’ intanto io e il jamaica entriamo “furtivamente”, all’italiana oserei dire (tutto mondo e’ paese). Insomma fatta anche questa. Il mattino dopo scarichiamo le moto dalla bestia assatanata (il 5.4 benza) e andiamo dentro il circuito. Sono dentro! Whoaa. Fiumi di moto, colline coperte di moto: di tutti i tipi dal motaro devastato al fighetta di turno per finire con il pazzo furioso motaro della domenica che fa casini e si pianta sul guard-rail. Dentro al circuito, stand di moto e accessori,...bononze mozzafiato, insomma il classico binomio donne e motori (ovvero gioia e disperazione, ma a parole invertite chiaramente, in modo da far combaciare le cose nel senso giusto, ndr). Gara...vabbe’ vada come vada...e’ andata da schifo. Amen. Ovviamente ‘mmericans contenti, valentini rossini, incacchiosi con qualche italiano porconante. Durante la gara tra un gallone di birra e un altro ci e’ pure scappata la rissa, proprio li’ alla curva del “cavatappi” (the cork-screw). Cosi’, alle 5:00PM caricate finalmente le moto sul pick-up e salutato l’Alighieri, si parte per tornare a casa: mi preparo spiritualmente per affrontare le 8 ore di viaggio. Il contachilometri della bestia immonda ha il fondo scala a 100 mph (miglia per ora). Decido di guidare io per primo: il jamaica guida alla Ollio & Stanlio. Lancio la bestiaccia a cannone (95mph che poi sono solo 150km/h, si ma e’ solo un 5.4 benza!! Che cavolo di macchina: 115+115=330 litri di benza andati in fumo per andare solo a 150km/h). Il limite e’ 65mph: per la freeway ci sono solo alcuni che tengono i 90-95: sono tutti quelli che hanno avuto la nostra stessa pazza idea...e che vengono da lontano....e che magari appunto il lunedi’ mattina devono pure andare a lavoro. Mi sparo 6 ore di filato poi cedo il passo a “bracalone” jamaica: ogni tanto mi fa venire di quelle strizze per come guida. Ore 1:30 AM per fortuna arriviamo a casa sani, salvi ma soprattutto stanchi. Scarica le moto, metti a posto il tutto e vai a dormire! Sono gia’ le due e mezza passate. Sveglia: ore 6:00AM. ....E sono gia' le 5:59AM. Pazzo furioso che non sei altro!!! Avventure playmobil!